Domande e risposte

  1. Con una terapia seria si arriva ad essere fluenti o si arriva “soltanto” a non balbettare?
  2. Si può diventare “ex-balbuzienti”?
  3. Quali condizioni garantiscono maggiormente la riuscita della terapia?

Con una terapia seria si arriva ad essere fluenti o si arriva “soltanto” a non balbettare?

Sembrare fluenti senza esserlo davvero vuol dire rimanere intrappolati nella tensione e nell’ansia prestazionale. Prima o poi uno schema come questo, basato su una continua autosorveglianza senza spontaneità, non regge.

Per noi un obiettivo credibile e soprattutto possibile è ESSERE (E NON SEMBRARE) FLUENTI.

Questa fluenza poi dovrà essere la più “naturale” possibile, “non artefatta” perché solo così sarà più agevolmente “trasferibile” nella vita di ogni giorno.

Come non parlare qui delle “tecniche correttive” comunemente strombazzate come magiche soluzioni del problema? Esse in realtà mirano a non far balbettare in quanto:

  1. sostituiscono il parlato tipico del balbuziente con il parlato “protesico” di un finto-fluente;
  2. alimentano come prima (talvolta più di prima) il vecchio circolo vizioso dell’ansia da prestazione verbale.

Charles Van Riper parlava di TERAPIA SINTOMATICA REPRESSIVA.

Detto questo, chi balbetta dovrebbe guardarsi bene da promesse e soluzioni facili.

Dovrebbe invece, per non incorrere in delusioni e frustrazioni, tenere sempre presente che la balbuzie è un problema al contempo di FONAZIONE, EMOZIONE, RELAZIONE. Dunque è l’intero sistema fonazione-emozione-relazione che va riarmonizzato con opportune

  1. tecniche per la disfluidità;
  2. tecniche per la tensione emotiva;
  3. tecniche per l’ansia sociale.

Si può diventare “ex-balbuzienti”?

Il balbuziente che di fatto parla fluentemente e lo fa senza fatica nelle più diverse situazioni della vita è un soggetto “guarito”. A lui il prefisso “ex” non interessa perché non significa assolutamente nulla. La persona “guarita” è la stessa di sempre che, dopo un trattamento riuscito, conosce e vive una vita finalmente e pienamente gratificante sia dal punto di vista verbale che dal punto di vista sociale.
 

Quali condizioni garantiscono maggiormente la riuscita della terapia?

La riuscita della terapia dipende:

  • dalla sua fondatezza scientifica nonché dalla solida sperimentazione clinica;
  • dalla professionalità specifica degli operatori;
  • dalla motivazione e dall’impegno della persona interessata (è chiaro che nel caso del bambino, e talvolta anche dell’adolescente, il genitore e a volte anche l’insegnante giocano un ruolo importante nel saper sollecitare consapevolezza e motivazione).