Le 4 fasi di Bloodstein

La sintomatologia e la fenomenologia della balbuzie evolvono e si modificano nel tempo. Bloodstein (1960) propone un andamento in quattro fasi.

  • Fase 1
    • Le difficoltà hanno una tendenza episodica. Periodi di disfluenza di durata variabile (settimane o mesi) si alternano a periodi di fluenza del tutto normale.
    • Il bambino presenta maggiore difficoltà quando è eccitato o turbato, quando ha molte cose da dire o in altre condizioni di stress comunicativo.
    • Prevalgono le ripetizioni di sillabe iniziali o di brevi parole. Eventuali sintomi più gravi sono generalmente passeggeri e intermittenti.
    • Queste ripetizioni in genere si riscontrano all’inizio della frase e interessano, a differenza delle forme di balbuzie conclamata, anche i pronomi, le congiunzioni, gli articoli e le preposizioni.
    • Il bambino in questa prima fase non manifesta coscienza né preoccupazione per le interruzioni nel suo eloquio.
  • Fase 2
    • Il disturbo diventa essenzialmente cronico per cui gli intervalli di normale fluenza sono sempre più rari.
    • Il bambino sviluppa coscienza delle difficoltà ma in lui non si riscontra ancora preoccupazione.
    • Le parole su cui il bambino balbetta sono fondamentalmente i nomi, i verbi, gli aggettivi e gli avverbi.
    • Eccitazione e velocità nel parlare tendono ad aumentare il balbettamento.
  • Fase 3
    • La balbuzie si presenta essenzialmente in risposta a situazioni specifiche.
    • Certe parole e fonemi vengono giudicati dal soggetto come più difficili.
    • Appaiono reazioni come sostituzione di parole e circonlocuzioni.
    • Possono ancora non essere presenti evitamento di situazioni di linguaggio, paura o imbarazzo.
  • Fase 4
    • È sempre presente una evidente anticipazione delle difficoltà.
    • Esiste paura nei confronti di parole, fonemi e situazioni di linguaggio.
    • Sostituzioni e circonlocuzioni vengono utilizzate molto frequentemente.
    • La paura e l’imbarazzo si manifestano con evitamento delle situazioni di linguaggio o altre reazioni.

Questo schema richiede che si tengano presenti i dati sull’età di insorgenza e sulla differenza tra una balbuzie incipiente e le normali disfluenze dell’infanzia.

Che si tratti di un bambino o di un adolescente o di un adulto, ciascuno di loro potrà riconoscersi, per quanto riguarda l’evoluzione della propria balbuzie, nelle fasi proposte da Bloodstein.


Rielaborato da Piero D’Erasmo sulla base di testi sull’argomento a firma di A. Accornero e C. Bellussi.