Le stagioni della balbuzie

Ovviamente la balbuzie si presenta in maniera diversa nell’infanzia, nell’adolescenza e nell’età adulta.

La balbuzie primaria

Il termine balbuzie primaria viene spesso utilizzato erroneamente per designare tutte le disfluenze dell’età evolutiva, comprese quelle con caratteristiche di benignità e risoluzione spontanea. È opportuno invece limitare l’uso di questa definizione alle alterazioni del flusso nei bambini in età prescolare caratterizzate da disfluenze atipiche. (Vedi Schema del continuum delle disfluenze secondo Hugo Gregory).

Le altre caratteristiche della balbuzie primaria sono l’andamento estremamente fluttuante, la scarsa coscienza o addirittura la non coscienza della “anormalità” del proprio eloquio e l’assenza di reazioni di imbarazzo o di evitamento.

Nei casi in cui l’alterazione del flusso si manifesti senza una netta prevalenza di disfluenze tipiche o viceversa atipiche, è meglio esprimersi in termini di “bambini a rischio” in quanto in questa situazione è difficile prevedere l’evoluzione delle loro difficoltà.

Il passaggio da balbuzie primaria a balbuzie secondaria avviene generalmente verso il 4°-6° anno di età e in essa la coscienza e le reazioni al proprio modo di parlare diventano fattori fondamentali per la cronicizzazione del disturbo.

La balbuzie di transizione

Alcuni autori considerano anche una balbuzie di transizione nella quale si osserva che il bambino ha coscienza della sua difficoltà ma non presenta reazioni rispetto alle sue disfluenze.

La balbuzie nell’adolescenza

La balbuzie dell’adolescente impatta in maniera significativa con la sfera sociale: amicizie, vita di gruppo, esperienze sentimentali. Le difficoltà nel gestire la varietà e complessità della vita di relazione per un giovane con balbuzie non sono poche né piccole e le frustrazioni in campo verbale/sociale possono segnare a tal punto da condizionare le scelte di studio, quelle professionali, ecc.

La balbuzie nell’età adulta

In età adulta la persona con balbuzie, a causa di un’infanzia e di un’adolescenza “segnata” dalla paura di sbagliare e dalla vergogna, spesso presenta nel comportamento uno stile evitante con tutto ciò che questo comporta.