La prevenzione

Oggi non c’è ricercatore o clinico che, sulla base proprio di numerose evidenze scientifiche condivise, non sia convinto che l’intervento precoce può salvare il soggetto interessato da un destino di sofferenze e frustrazioni nella parola e nella vita.

Oggi il pediatra e il medico di base dinanzi ad un prescolare che presenta disfluenze, specie se atipiche o sospette, non possono più restare su posizioni attendiste che sono ormai in netto contrasto con quanto sostenuto dalla scienza e suffragato dall’esperienza. Nè ai giorni nostri è accettabile, sempre per le conoscenze che si hanno della balbuzie, che un genitore affermi: «Suo zio balbettava e oggi parla bene; penso che anche il mio bambino col tempo andrà a posto». A questo genitore verrebbe da chiedere: «Cosa Le fa ritenere che il bambino e suo zio siano due persone uguali?» Ai genitori compete in questo caso documentarsi e consultarsi con uno specialista. Sia chiaro: qui non si vuole drammatizzare. Ma non si deve neppure minimizzare. La situazione del bambino prescolare che presenta disfluenza va semplicemente monitorata in modo da cogliere, se è il caso, eventuali segnali di rischio in ordine ad una cronicizzazione.

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