Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale è il processo di valutazione grazie al quale si arriva a stabilire le differenze esistenti tra due disturbi all’apparenza simili e la eventuale compresenza di due o più disturbi. Solo una buona diagnosi differenziale permette di definire correttamente il piano di lavoro.

È necessario dunque analizzare nel dettaglio l’origine, le caratteristiche e lo sviluppo della fenomenologia e della sintomatologia per arrivare a stabilire natura e caratteristiche del disturbo o dei disturbi. Nell’ambito della balbuzie, per esempio, c’è da stabilire accuratamente la tipologia che riguarda un determinato soggetto. Questo compito spetta allo specialista in possesso degli strumenti diagnostici atti a fargli cogliere con adeguatezza le differenze tra la balbuzie e gli altri disturbi della parola ed eventuali comorbidità.

La tachilalia e la tachifemia

I disturbi che possono essere spesso confusi con la balbuzie sono la tachilalia e la tachifemia (= due diversi tipi di parlare veloce). Siccome chi parla veloce a causa di un tasso elevato di rapidità nell’eloquio incorre in genere in esitazioni e disfluenze nel suo parlare, questo può indurre a diagnosticare una balbuzie.

È vero che la balbuzie è una disfluenza della parola, ma non tutte le disfluenze sono balbuzie.

La disfonia spasmodica

È un disturbo della voce in cui si riscontrano contrazioni involontarie dei muscoli della laringe.

La forma più comune di disfonia spasmodica è quella cosiddetta adduttoria, caratterizzata da una voce teso-strozzata, strangolata, interrotta da arresti vocali. Il cartoonista Scott Adams, affetto da disfonia spasmodica, riferisce che il problema si manifesta nell’eloquio spontaneo mentre invece tutto funziona alla perfezione nel canto e quando parla da solo. Proprio quello che succede nella balbuzie.

I tic

Diciamo subito che sono involontari e chi ne soffre non ha alcun controllo su di essi.

Ci sono due tipi di tic:
– tic motori
– tic vocali

Alcuni tic possono essere confusi con la balbuzie. Per quanto riguarda i tic motori si è portati a pensare che servano a “scaricare” la balbuzie. Per i tic vocali invece l’errore che si fa comunemente è quello di non distinguerli dalla balbuzie. Tuttavia bisogna dire che la compresenza di balbuzie e di tic è frequente. Perciò questa compresenza non va sottovalutata.

Un breve accenno alla sindrome di Tourette al solo scopo di allertare il lettore sul fatto che essa è tutt’altra cosa rispetto alla balbuzie. La sindrome di Tourette è una condizione neurologica in cui sono presenti sia i tic motori che i tic vocali: movimenti veloci degli occhi, movimenti con la testa o con le spalle, ripetizione di parole (palilalia) con aumento di volume della voce, emissione di suoni inappropriati rispetto al contesto della comunicazione.

Comorbidità

Le comorbidità più frequenti riguardano la tachilalia e la tachifemia, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e i tic.

Ciò significa che la balbuzie in qualche soggetto può presentarsi associata ad un altro disturbo. La diagnosi differenziale servirà appunto a stabilire il tipo di comorbidità al fine di procedere più correttamente nell’elaborazione del piano riabilitativo e nell’attuazione dello stesso.