Francesca

Caro Piero,

forse questa è l’unica scadenza che sono riuscita a rispettare, probabilmente perché non l’ho stabilita io...

Anche se sono stata sempre convinta che sarebbe stato un fatto positivo, non solo pormi delle scadenze ma soprattutto organizzare la mia giornata, la mia natura anarchica ha prevalso e quindi ha vanificato tutti i buoni propositi.

Da quando sono andata a vivere fuori per studio, ho sempre vissuto alla giornata, senza regole, per quanto riguarda sia le cose futili che quelle importanti, così è difficile, dopo tanti anni, cambiare il modo di pensare, il modo di essere.

Nonostante ciò posso dire che questo non è stato un periodo del tutto negativo. Mi si sono ripresentati infatti i disturbi neurovegetativi di cui ti parlai ma non mi sono lasciata prendere dal panico, ho cercato di esercitare un serio autocontrollo, non coinvolgendo ad esempio i miei genitori.

Inoltre non ho rifiutato del tutto il contatto con l’esterno: sono andata tranquillamente a fare la spesa e quindi ho parlato, superando quei blocchi che avevo prima di trasferirmi a Firenze.

Mi sono emozionata tantissimo quando al corso di “Professional Web”, il professore mi ha chiesto di leggere e l’ho fatto nonostante la presenza di diverse persone che non conoscevo. In un primo momento mi sono stupita che il professore lo avesse chiesto proprio a me, ma dopo sono stata contenta perché mi sono resa conto di essere considerata una persona come tutte le altre.

Contrariamente a un po’ di tempo fa, il mio primo pensiero non è stata la paura di balbettare, ma quello di utilizzare al meglio le tecniche apprese durante il corso per avere una lettura più fluente e sicura. Sono contentissima perché questo è stata sicuramente un grande traguardo.

Inoltre adesso riesco a vivere diversamente il rapporto con mio padre, anche se non del tutto, ossia, anche quando capita di litigare, non mi chiudo più in me stessa o deprimendomi: ora mi sento più forte e più matura. In questo modo anche il confronto con lui non mi nuoce più ed ho imparato a viverlo in modo più sereno. Insomma, Piero, è come se all’improvviso – come tu mi hai detto – stessi costruendo una mia autonomia psicologica che mi porta ad avere più stima di me stessa e contemporaneamente mi fa considerare cambiato anche l’atteggiamento di mio padre nei miei confronti.

Tutto ciò l’ho scoperto da poco, ma sono sicura che si tratta di un cambiamento che ho raggiunto gradualmente, fino a rendermene conto solo in questi giorni. Questa autonomia e questa sicurezza, raggiunte in famiglia (un ambiente in cui mi son sentita sempre insicura, fragile e tanti altre cose che sai) mi riempie di gioia e di soddisfazione!

Un ringraziamento e un abbraccio.
Francesca, Salerno